I consumi tornano indietro di 10 anni | FONDAZIONE ITALIANI IN BULGARIA

I consumi tornano indietro di 10 anni

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La spesa media delle famiglie a 2.359 euro. Il 65% taglia sulla qualità del cibo, scende l’acquisto di carne. Operai e coppie con due figli i più colpiti dalla crisi
Bankitalia: a maggio in calo i prestiti bancari, continua il boom delle sofferenze
Per l’elettricità consumi ai livelli del 2003 e tariffe al minimo storico
Ancora in calo i consumi delle famiglie, scesi al minimo dal 2004. Secondo quanto riporta l’Istat, nel 2013, la spesa media mensile per famiglia è pari, in valori correnti, a 2.359 euro: il 2,5% in meno dell’anno precedente. Anche in termini reali, la spesa è diminuita tenendoc onto dell’errore campionario (0,6%) e dell’inflazione (+1,2%). Dieci anni fa era di 2.381 euro. In particolare, la spesa alimentare passa da 468 a 461 euro al mese.
A stringere la cinghia sono in particolare gli operai con un reddito più basso e le coppie con figli. Nel 2013, continua ad aumentare sia la quota di famiglie che ha ridotto la qualità o la quantità dei generi alimentari acquistati (dal 62,3% del 2012 al 65%), sia quella di famiglie che si rivolge all’hard discount (dal 12,3% al 14,4%). Ma soprattutto diminuisce in modo significativo la spesa per la carne (-3,2%).
A registrare il persistere della crisi anche i dati della Banca d’Italia: a maggio i prestiti bancari sono scesi del 3,2% (ad aprile era del 3,1%). In particolare, i prestiti alle famiglie sono scesi dell’1% sui dodici mesi, come ad aprile; quelli alle società non finanziarie sono diminuiti, sempre su base annua, del 4,7% (-4,4% ad aprile). Calano però anche le sofferenze bancarie: il tasso di crescita sui dodici mesi (senza correzione per le cartolarizzazioni ma tenendo conto delle discontinuità statistiche) è risultato pari al 21,7 per cento contro il 22,3 per cento di aprile.
Gli stessi segnali arrivano dal consumo di elettricità. Dice il Gme (Gestore dei mercati energetici) che nel 2013 il prezzo dell’elettricità alla Borsa elettrica ha interrotto una tendenza rialzista pluriennale, ripiegando sui minimi dal 2006 a un valore di 62,99 euro/MWh (-16,6%). Nella relazione annuale del Gme si lege che nel primo trimestre 2014 il prezzo è sceso al minimo storico di 52,39 euro/MWh. Tutto questo si deve al fatto che dal punto di vista dei volumi, il calo dei consumi finali (-3%) li ha fatti tornare a livelli inferiori al 2003.

Fonte
www.lastampa.it/2014/07/08/economia/istat-gli-italiani-mangiano-meno-e-fanno-la-spesa-al-discount-TuAhOYT9gmkmPWDgrtH3kK/pagina.html?fb_action_ids=10203369655195777&fb_action_types=og.recommends&fb_source=aggregation&fb_aggregation_id=288381481237582

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